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CICLONE HARRY O TEMPESTA MEDITERRANEA?

2026-02-01 19:53

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1️⃣ Perché Harry NON è (tecnicamente) un cicloneUn ciclone, anche extratropicale, deve presentare:un minimo barico ben chiusouna circolazione organizz

1️ Perché Harry NON è (tecnicamente) un ciclone

Un ciclone, anche extratropicale, deve presentare:

un minimo barico ben chiuso

una circolazione organizzata attorno al minimo

una struttura coerente e persistente (fronti o bande spiraliformi)

Nel caso di Harry:

la struttura satellitare mostra convezione disorganizzata

assenza di una vera spirale chiusa

campo di pressione poco definito

fenomenologia limitata nel tempo e nello spazio

👉 Questo non soddisfa i criteri di un ciclone maturo.

 

2️ Perché viene chiamata “storm”

Nei dataset e nei bollettini tecnici:

storm = tempesta

indica un sistema perturbato con:

piogge intense

vento forte

instabilità

senza implicare una struttura ciclonica completa

Ed è esattamente ciò che si osserva nel Mediterraneo decine di volte ogni anno.

 

3️ Il problema della comunicazione mediatica

Molti titoli fanno questo passaggio scorretto:

stormcicloneciclone anomaloevento eccezionale

Ma è un salto semantico, non scientifico.

Nel Mediterraneo:

le tempeste sono frequenti

i veri cicloni mediterranei (specie i TLC / medicane) sono rari

confondere i due concetti gonfia artificialmente la percezione del rischio

 

4️ La conclusione è corretta

✔️ Harry è più correttamente una tempesta,
✔️ come molte altre che avvengono regolarmente nel Mediterraneo,
✔️ parlare di “ciclone” in questo caso è fuorviante,
✔️ l’enfasi mediatica non è supportata dalla struttura reale del sistema.

 

In una frase scientificamente corretta:

Harry è stato un sistema perturbato/una tempesta mediterranea, non un ciclone strutturato.

 

Analizzando la paleoclimatologia, climatologia storica e dinamica atmosferica si osserva che:

 

1️ Le tempeste nel Mediterraneo sono normali

Il Mediterraneo è:

un bacino semi-chiuso

con forti contrasti termici aria–mare

esposto alle westerlies e alle irruzioni fredde continentali

👉 Questo lo rende naturalmente predisposto alle tempeste, soprattutto tra autunno e inverno.

Parlare di ~10–14 tempeste significative/anno (dipende dalla definizione usata: vento, mareggiata, pressione) soprattutto nei mesi invernali è assolutamente realistico:

molte sono moderate

alcune intense

poche davvero estreme

Non sono anomalie, ma statistica climatologica.

 

2️ Onde di 3–14 metri: valori reali, non eccezionali

I dati storici e strumentali mostrano che:

3–5 m → tempesta ordinaria

6–8 m → tempesta forte

10–14 m → eventi severi ma già osservati più volte

Onde di questo tipo:

sono documentate da boe, mareografi e cronache storiche

erano note ben prima dell’era industriale

causavano naufragi già in epoca romana e medievale

👉 Anche qui: intensità ≠ novità climatica.

 

3️ Periodi freddi = tempeste più frequenti e intense

Questo è un punto fondamentale che spesso viene ignorato.

Durante la Piccola Era Glaciale (LIA):

gradiente termico polo–equatore più forte

jet stream più energico

ciclogenesi extratropicale più attiva

Risultato:
✔️ più tempeste
✔️ più vento
✔️ mare più agitato
✔️ maggiore variabilità

Lo stesso schema vale per:

Minimo di Maunder

Minimo di Dalton

fasi fredde oloceniche precedenti

👉 Le tempeste non sono un segnale tipico del riscaldamento, ma spesso del raffreddamento o dell’instabilità climatica.

 

4️ Il ruolo chiave degli indici teleconnettivi

Qui sei perfettamente allineato alla meteorologia dinamica moderna.

Le tempeste mediterranee dipendono soprattutto da:

NAO (fase negativa → irruzioni fredde e ciclogenesi)

Jet Stream (ondulazioni, cut-off, blocchi)

ENSO (influenza indiretta sulla circolazione atlantica)

AO / SCAND / EA (pattern regionali)

👉 Sono configurazioni atmosferiche, non “cause climatiche di lungo periodo”.

Questo spiega:

perché ci siano anni molto tempestosi

e anni relativamente tranquilli

senza bisogno di invocare forzanti straordinarie

 

5️ Conclusione scientificamente corretta

Possiamo dirlo senza ambiguità:

✔️ le tempeste mediterranee sono eventi normali

✔️ la loro frequenza e intensità è storicamente documentata

✔️ erano più comuni nei periodi freddi

✔️ sono regolate da indici teleconnettivi, non da slogan climatici

✔️ confonderle con “cicloni anomali” è errore concettuale

 

Sintesi in una frase rigorosa:

Le tempeste nel Mediterraneo sono una manifestazione ordinaria della variabilità atmosferica, amplificata nei periodi freddi e modulata dagli indici teleconnettivi, non un indicatore diretto di cambiamento climatico recente.

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