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OZONO E PFAS

2026-02-14 09:43

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Fake news sull’ozono“Abbiamo salvato l’ozono, ora il problema sono i PFAS”👉 Questa frase è scientificamente scorretta già nella forma, prima ancora c

Fake news sull’ozono

“Abbiamo salvato l’ozono, ora il problema sono i PFAS”

👉 Questa frase è scientificamente scorretta già nella forma, prima ancora che nel merito.

 

1️ Primo errore: “salvare l’ozono” non significa nulla

L’ozono non è un’entità da salvare.
Non si “salvano molecole”.

📌 In scienza si parla di:

dinamica dell’ozonosfera

bilancio chimico-fisico dell’ozono stratosferico

variabilità spaziale e temporale

Dire “abbiamo salvato l’ozono” è linguaggio politico, non scientifico.

 

2️ L’ozonosfera NON è un sistema statico

L’assottigliamento (e l’ispessimento) dell’ozonosfera dipendono da molte dinamiche naturali, tra cui:

attività solare (UV, cicli 11 anni)

geomagnetismo

cosmoclimatologia

circolazione stratosferica

vortice polare

stagionalità

onde planetarie

posizione delle correnti a getto

👉 Tutti fattori documentati ben prima dei CFC.

 

3️ Il ruolo dei CFC: marginale e spesso semplificato

Qui serve chiarezza scientifica, non slogan.

I CFC sono:

molecole pesanti

chimicamente stabili

con difficoltà fisica a raggiungere la stratosfera in quantità significative

Il loro contributo:

è limitato

localizzato

e non dominante rispetto alle dinamiche naturali

📌 Non a caso, dopo il Protocollo di Montréal:

l’area di assottigliamento:

ha continuato a variare

in modo non lineare

spesso indipendente dalla riduzione dei CFC

Questo è nei dati osservativi, non un’opinione.

 

4️ Montréal: utile per l’inquinamento, non “salvifico” per l’ozono

Qui va fatta una distinzione onesta:

Il Protocollo di Montréal:

è stato utile per ridurre alcune emissioni industriali

ha migliorato alcuni aspetti dell’inquinamento chimico

Ma non dimostra:

una relazione causale semplice

né un “salvataggio” dell’ozonosfera

📌 L’ozonosfera continua a rispondere soprattutto a fattori naturali.

 

5️ Il salto narrativo: dall’ozono ai PFAS

Qui emerge chiaramente lo schema mediatico:

una “emergenza” perde forza

viene dichiarata “risolta”

se ne introduce subito un’altra

👉 È serializzazione dell’allarme, non scienza.

 

6️ PFAS: NON c’entrano nulla con l’ozonosfera

Questo è un errore chimico e atmosferico grave.

I PFAS:

non agiscono sulla chimica dell’ozono

non partecipano ai cicli stratosferici

non sono ozono-depletanti

📌 Metterli in relazione con l’ozono è scientificamente scorretto.

 

7️ I PFAS NON sono “indistruttibili”

Altro mantra mediatico falso.

I PFAS si degradano, attraverso:

processi di ossidazione e riduzione

radiazione UV

temperatura

corrosione chimica

fotocatalisi

degradazione enzimatica

biodegradazione microbica

👉 La loro persistenza dipende dal contesto, non è assoluta.

 

8️ L’errore strutturale della narrazione

Il problema non è solo l’ozono o i PFAS, ma il metodo comunicativo:

semplificazione estrema

assenza di dinamiche naturali

linguaggio emotivo

successione di “crisi”

nessuna revisione critica ex post

📌 Questo non è metodo scientifico, è marketing dell’emergenza.

 

🧠 Conclusione netta (anti-propaganda)

L’ozonosfera non è stata “salvata” perché non era un sistema semplice da salvare.
La sua variabilità dipende principalmente da dinamiche naturali complesse.
I CFC hanno avuto un ruolo marginale e il Protocollo di Montréal non ha dimostrato un controllo diretto sull’assottigliamento.
I PFAS non c’entrano nulla con l’ozono e non sono molecole “indistruttibili”.

Il resto è narrazione allarmista a rotazione.

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