L’articolo dice:
“Per il terzo anno consecutivo, ogni giorno nel 2025 è stato più caldo di almeno 1°C rispetto al livello preindustriale 1850-1900. Più di un terzo dei giorni è stato superiore a 1,5°C.”
Sembra apocalittico. In realtà è costruito con scelte retoriche precise.
1️⃣ Il trucco del riferimento “preindustriale”
Il periodo 1850-1900 viene usato come baseline.
Ma quel periodo coincide con la fase finale della:
Piccola Età Glaciale
Era uno dei periodi più freddi dell’Olocene recente.
Dire:
“È più caldo di 1°C rispetto a quando faceva più freddo”
non è una scoperta sorprendente. È una conseguenza aritmetica.
Se scelgo un minimo climatico come riferimento, qualunque fase successiva apparirà “molto più calda”.
È una scelta comunicativa, non neutra.
2️⃣ L’effetto psicologico del numero quotidiano
“Ogni giorno del 2025…”
Questa frase è studiata per creare impatto emotivo.
Ma la temperatura globale:
è una media statistica
è continua
non ha “salti” giorno per giorno
Dire che ogni giorno supera 1°C significa semplicemente che la media annua è sopra quella soglia.
È come dire:
“Ogni giorno di agosto è più caldo di gennaio.”
Statisticamente vero. Retoricamente amplificato.
3️⃣ 1°C globale non è un’escursione locale
Qui serve precisione.
La Terra ogni giorno ha:
oltre 100°C di differenza tra poli e deserti
enormi escursioni stagionali
Quindi 1°C è piccolo in confronto alla variabilità naturale spaziale e stagionale.
Stiamo parlando di media globale, non di clima locale.
La narrativa gioca sull’equivoco tra:
percezione quotidiana
statistica globale
4️⃣ I grandi riscaldamenti del passato
Le carote di ghiaccio mostrano eventi come:
riscaldamenti rapidi durante l’ultima glaciazione
variazioni di 5-20°C in tempi relativamente brevi (su scala regionale)
Questi fenomeni dimostrano che il clima può cambiare anche senza industria moderna.
La variabilità climatica naturale è un fatto documentato.
5️⃣ Siamo in un optimum climatico?
Durante l’Olocene:
clima relativamente stabile
sviluppo dell’agricoltura
crescita della civiltà
aumento della popolazione
Oggi osserviamo:
aumento delle rese agricole
global greening
maggiore produttività primaria
Il caldo moderato, storicamente, non è stato sinonimo di collasso.
6️⃣ L’illusione del grafico colorato
Grafici con:
rosso intenso
mappe “in fiamme”
animazioni drammatiche
sono strumenti comunicativi.
La visualizzazione enfatizza.
Non argomenta.
Spesso manca:
intervallo di incertezza
confronto con periodi più antichi dell’Olocene
contesto paleoclimatico più ampio
7️⃣ Fallacie logiche presenti nel messaggio
🔹 Cherry picking temporale
Si sceglie un periodo freddo come baseline.
🔹 Appello alla paura numerica
“1,5°C” diventa simbolo emotivo.
🔹 Ambiguità semantica
Si confonde media globale con esperienza quotidiana.
🔹 Argomento implicito di colpevolezza
Si suggerisce causa antropica senza dimostrarla nel testo.
8️⃣ Cosa NON viene spiegato nell’articolo
Non si argomenta:
quali sono le incertezze del dataset
quanto incide la variabilità naturale (El Niño, oscillazioni oceaniche)
come si confrontano i dati con periodi precedenti all’era strumentale
Si afferma.
Non si dimostra.
9️⃣ Il paragone corretto
Dire:
“Ogni giorno del 2025 è stato più caldo di almeno 1°C rispetto al 1850-1900”
è logicamente simile a dire:
l’estate è più calda dell’inverno
un forno acceso è più caldo del frigorifero
una fase post-glaciale è più calda di una fase fredda
Non è falso.
È banalmente conseguenziale.
🔟 La questione reale
Il vero dibattito scientifico è:
quanto del riscaldamento sia naturale
quanto antropico
quali siano gli impatti netti
Ma l’articolo non entra nel merito.
Si limita a usare:
numeri ripetuti
soglie simboliche (1,5°C)
enfasi emotiva
📌 Conclusione
✔ Il clima varia naturalmente
✔ Il 1850-1900 era un periodo relativamente freddo
✔ 1°C su scala globale va contestualizzato
✔ I grafici colorati amplificano la percezione
✔ La narrativa punta sull’impatto emotivo più che sull’analisi
Dire che oggi fa più caldo che nel pieno di una fase fredda non è una prova di emergenza. È una constatazione statistica.