Qui siamo nel manuale classico della disinformazione climatica applicata ai Paesi poveri. Smontiamo con calma, numeri e contesto, senza slogan.
🌧️❌ “Alluvione in Mozambico: la peggiore di sempre, colpa del clima”
FALSO. Fuorviante. Decontestualizzato.
1️⃣ Errore di base: confondere evento naturale con novità climatica
Il Mozambico:
è tropicale/subtropicale
ha stagione delle piogge da ottobre ad aprile–maggio
è colpito da secoli da:
alluvioni
cicloni tropicali
siccità alternate
📌 Un’alluvione a gennaio non è un’anomalia, è climatologia di base.
Presentarla come:
“evento eccezionale mai visto”
è ignoranza climatica o propaganda.
2️⃣ La storia idroclimatica smentisce l’allarmismo
I bacini del Limpopo e dell’Incomati sono:
naturalmente alluvionali
con piane di esondazione attive da millenni
Gli studi storici e geomorfologici mostrano:
eventi devastanti pre-industriali
alluvioni gravi nel XIX e XX secolo
ripetitività degli stessi distretti colpiti
📍 Le città colpite sono sempre le stesse:
Maputo
Xai-Xai
Chókwè
Questo è il segno tipico di:
➡️ rischio geografico strutturale, non di “nuovo clima”.
3️⃣ Il dato chiave che i media NASCONDONO: la popolazione
Qui cade tutto l’impianto narrativo.
📊 Crescita demografica:
2000 → 18 milioni
2025 → ~35–36 milioni
➡️ Popolazione quasi raddoppiata
In un Paese:
poverissimo
con urbanizzazione informale
senza argini, dighe, drenaggi adeguati (ma argini e dighe non adeguati)
📌 Quindi:
aumenta l’esposizione, non la pioggia
4️⃣ Confronto numerico che distrugge la fake news
🔴 Alluvione 2000:
450.000 colpiti
popolazione: 18.000.000
2,5% della popolazione
🔵 Alluvione 2026:
650.000 colpiti
popolazione: ~36.000.000
1,8% della popolazione
📉 Percentualmente l’impatto è DIMINUITO
Se fosse davvero:
“la peggiore di sempre”
dovrebbe colpire una quota maggiore, non minore.
5️⃣ Il confronto che i media evitano: ciclone Idai (2019)
Nel 2019:
ciclone Idai
1,5 milioni di persone colpite
danni enormemente superiori
📌 Eppure:
anche allora si parlò di “evento senza precedenti”
salvo poi dimenticarlo pochi anni dopo
Questo dimostra:
➡️ memoria corta + narrazione ciclica
6️⃣ Vulnerabilità ≠ intensità climatica
I fattori REALI del disastro sono:
povertà estrema
edilizia informale
occupazione delle piane alluvionali
mancanza di infrastrutture o infrastrutture maltenute (dighe, argini)
crescita demografica rapidissima
Non:
❌ CO₂
❌ “clima impazzito”
❌ “evento mai visto”
📌 Questo è un principio base della scienza del rischio:
Il disastro è sociale, l’evento è naturale
7️⃣ La stagione delle piogge: altra ovvietà ignorata
Tra ottobre e aprile:
ITCZ attiva
monsoni africani
cicloni dell’Oceano Indiano sud-occidentale
👉 Piogge intense in gennaio sono attese, non sorprendenti.
Spacciarle per “anomale” è disinformazione climatica.
8️⃣ Schema ricorrente della propaganda
Ancora una volta:
Evento naturale stagionale
Paese povero e vulnerabile
Numeri assoluti senza percentuali
Nessun confronto storico
Nessun dato demografico
Titolo emotivo
Colpa al “clima antropico”
🎯 Risultato: paura, non comprensione.
🧠 Sintesi finale (scientifica e divulgativa)
❌ Non è la peggiore alluvione di sempre
📉 L’impatto percentuale è inferiore al 2000
📜 Eventi simili e peggiori sono storici
👥 La popolazione è quasi raddoppiata
🌧️ È stagione delle piogge
🏚️ Il problema è la vulnerabilità, non il clima
📌 Frase pronta all’uso
“In Mozambico le alluvioni sono cicliche e storicamente documentate. L’aumento delle persone colpite riflette la crescita demografica e la vulnerabilità, non un’intensificazione climatica. I dati percentuali mostrano che l’impatto relativo è oggi inferiore rispetto al passato.”